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CALCIO “IL VIRUS METTE A RISCHIO GLI EUROPEI”

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CALCIO
La coppa Henri Delaunay (Getty Images)

CALCIO “IL VIRUS METTE A RISCHIO GLI EUROPEI”

La cancellazione della Milano-Sanremo e di Italia-Inghilterra del Sei Nazioni sono un dato di fatto. Ma anche eventi planetari previsti più avanti nel tempo sono in forte dubbio

Rinviate la Tirreno-Adriatico e la Milano-Sanremo. L’epidemia deforma lo sport, lo limita, lo priva del pubblico, in qualche caso si rischia che annulli del tutto gli eventi. Il Giro d’Italia è appeso a un filo, una carovana di migliaia di persone, partenza il 9 maggio – data per cui nessun esperto epidemiologo ha una previsione della possibile estensione del virus – e almeno 5/6 tappe nelle regioni più problematiche e sconvolte dall’emergenza. Siccome non è propriamente domani, si tiene viva la speranza e intanto si studia un piano B. Non è un’emergenza solo italiana, è internazionale: alle porte chiuse della Spagna per le partite europee che riguardano le italiane (Inter e Atalanta) e al dubbio su tutte le successive partite di Champions League ed Europa League, si aggiunge anche il rinvio di Italia-Inghilterra del Sei Nazioni. Anche il basket gioca in Eurolega a porte chiuse. Saltano gare del motomondiale, ad Abu Dhabi ci sono squadre di ciclismo in quarantena in albergo. Le finali di Coppa del Mondo di sci a Cortina dal 18 al 22 marzo sono state cancellate.

Il campionato di calcio si difende con le partite senza pubblico, ma è appeso a un filo. In Italia come in Inghilterra, Francia, Germania dove l’epidemia cresce. Tutti guardano con preoccupazione all’ipotesi di un calciatore o un qualunque addetto ai lavori che frequenti campi di allenamento, stadi, ritiri o sedi delle squadre che risulti positivo. La quarantena colpirebbe senza guardare in faccia nessuno, squadre e perfino avversari. A quel punto non resterebbe che fermarsi qui: si va avanti da un giorno all’altro, in una eterna e angosciosa provvisorietà. Per altro sempre meno preoccupante della salute della gente. Lo sport in fin dei conti è solo un accessorio della nostra vita sociale. E lasciamo perdere, per il momento, le Olimpiadi per le quali il Giappone continua a lanciare messaggi rassicuranti. Sì, però…
Sono un interrogativo a questo punto le due amichevoli della Nazionale di Mancini a Londra il 27 marzo e a Norimberga con la Germania il 30. Sono un interrogativo gli interi Europei 2020: 24 nazionali in competizione tra il 12 giugno (partita inaugurale all’Olimpico a Roma) e il 12 luglio (finale a Wembley), torneo per la prima volta itinerante tra 12 città europee: Baku, Copenhagen, Monaco di Baviera, Londra, Dublino, Roma, Amsterdam, Bucarest, San Pietroburgo, Glasgow, Bilbao, Bucarest. “Io rimango ottimista, e penso che la situazione sarà sotto controllo prima che l’Europeo cominci. Non sono preoccupato”, ha detto il presidente dell’Uefa Ceferin. Ma Damiano Tommasi, presidente del sindacato calciatori italiani, non è di questo parere: “L’Uefa deve prendere in considerazione la possibilità di spostare l’Europeo di calcio, dando tempo ai campionati di poter arrivare alla fine: il problema Coronavirus non è solo italiano”. No, non lo è. Gli sviluppi delle ultime ore rendono il panorama sempre più problematico. Lo stesso Infantino, presidente della Fifa, non è potuto andare oltre un: “Non posso escludere nulla”.

L’Europeo è ad alto rischio proprio per la sua natura itinerante, una grande manifestazione sparsa per 12 città, con 3 milioni di biglietti a disposizione e spostamento di un gran numero di tifosi. Un’organizzazione mastodontica, è un torneo così grande e coinvolgente che è difficile ipotizzare una condizione ideale e accettabile in così tanti paesi. E non è nemmeno ipotizzabile farlo a porte chiuse. Il rimedio può essere accettabile per tutte quelle manifestazioni già cominciate e sorprese a metà dall’epidemia virale, ma non per quelle non ancora cominciate. Un Europeo negli stadi deserti non avrebbe senso, senza contare che resterebbe sempre il problema di non trovare positivi tra migliaia e migliaia di addetti ai lavori.  Ci sono ancora tre mesi di tempo, ma i segnali negativi aumentano preoccupantemente.

FONTE:https://www.repubblica.it/sport/calcio/2020/03/06/news/sport_coronavirus-250451892/

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