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DIEGO MARADONA – da Settembre 2019 al cinema !! segui il trailer – gomorraweb.com

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MARADONA

Carriera, trionfi, vizi e caduta di Diego Armando Maradona, il più grande calciatore di tutti i tempi, arrivato dal Barcellona al Napoli il 5 luglio 1984. I sei anni che Maradona passerà in Italia lo trasformeranno in una figura leggendaria, inarrestabile sul campo (dove vincerà due scudetti, una Coppa Italia, una Coppa Uefa, oltre naturalmente la Coppa del mondo in Messico nel 1986), idolatrato da un popolo, distrutto dai legami con la camorra e dalla dipendenza dalla cocaina. Il film ne segue la parabola di ascesa e caduta, celebrando sia il mito intramontabile sia l’uomo controverso.

Con a disposizione un repertorio di più di 500 ore di filmati in buona parte inediti, il regista di Senna e Amy si concentra sugli anni italiani di Maradona (1984-1991) e scruta da vicino il volto, il corpo e l’anima di un campione amato da una città e odiato dal resto del mondo.

Come ha scritto a proposito di Maradona lo scrittore inglese Martin Amis, «la sua ascesa sembrava progettata appositamente per allontanarlo dalla realtà»: la vita da una parte e il calcio e la fama dall’altra. Dalle stesse premesse parte il film di Asif Kapadia, che costruisce il suo ritratto distinguendo fra la persona Diego, il bambino poverissimo del barrio di Buenos Aires Villa Fiorito e il simbolo di ogni sud del mondo, e la figura pubblica Maradona, il campione, l’idolo, il provocatore, il cocainomane, il padre di famiglia che per anni non ha riconosciuto il primogenito avuto da un’altra donna… Dal Boca Juniors al Barcellona, dal Napoli alla squalifica per doping nel 1991 che mise fine all’esperienza italiana, le immagini costruiscono la parabola drammaturgica di un uomo lacerato e autodistruttivo, finito dal tetto del mondo di Città del Messico all’umiliazione di un’intervista del 2004, obeso e in lacrime in diretta tv.

Ricorrendo soprattutto ai video degli operatori Juan Laburu e Gino Martucci, il film mostra splendide immagini del Maradona privato: l’arrivo al San Paolo il giorno della presentazione, le cene con gli amici, i giochi con le figlie, le celebrazioni coi compagni. La figura pubblica, invece, è trattata in modo più scontato, con i film ufficiali della Fifa e della serie A, le interviste della Rai, le foto dei giornali accanto ai camorristi e i commenti in voce off di chi Maradona l’ha conosciuto, il suo preparatore atletico Fernando Signorini, il compagno di squadra Ciro Ferraro, l’allenatore Alberto Bigon, l’avvocato Vincenzo Maria Siniscalchi, che lo difese nel processo per possesso di stupefacenti.

Il grande assente dal film è purtroppo il calcio, che si conferma sport impossibile da raccontare al cinema: i gesti tecnici di Maradona sono tolti dal loro contesto, delle fasi di gioco sono evidenziati solo gol e falli (come se il calcio fosse sempre una metafora delle battaglie della vita), sui compagni di squadra o sugli avversari non un parola (ed erano gli anni di Platini, del Milan di Sacchi, dell’Inter dei record…). E quando le partite sono raccontate, come la finale di Messico 86 contro la Germania e la semifinale del ’90 contro l’Italia, è evidenziato l’aspetto epico e non quello agonistico.

È vero, insomma, come nel film dice Bigon, che una volta finito il calciatore resta il mito: ma non bisognerebbe dimenticare che è grazie al calcio se il mito continua a vivere, raccontato per l’ennesima volta come la storia più gloriosa e più triste di tutte.

fonte mymovies.it