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IL CLAN DE LUCA BOSSA E “DONNA TERESA”

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IL CLAN DE LUCA BOSSA

IL CLAN DE LUCA BOSSA E “DONNA TERESA”

Il clan camorristico, venne fondato a Ponticelli da Antonio De Luca Bossa (1971), soprannominato ‘o Sicco, per la sua corporatura snella e da sua padre, Umberto, cutoliano di ferro, morto nel 2008 per cause naturali.

Inizialmente ‘O Sicco era un feroce assassino del clan di Sarno per poi separarsi dallo stesso e creare un proprio quartier generale nel “Lotto 0” di via Bartolo Longo, una zona di Ponticelli Sud. Il clan De Luca Bossa divenne ostile al cartello formato dai clan Fusco-Ponticelli e Misso-MazzarellaSarno, i due clan finirono in una sanguinosa guerra per il controllo del territorio, vinta dal clan di Sarno.

Ma la lunga e sanguinosa faida tra i due clan continuò: il suo culmine avvenne il 25 aprile 1998 nell’esplosione di un’autobomba a via Argine all’uscita del carcere di Poggioreale che uccise Luigi Amitrano, nipote di Vincenzo Sarno, e nell’agguato a Francesco Mazzarella, patriarca del clan, anche se in realtà l’obbiettivo dell’agguato era il figlio Vincenzo detto ‘o pazz’.

Il boss Antonio De Luca Bossa fu arrestato con l’accusa di esser stato il mandante dell’omicidio di via Argine. Durante il suo periodo di detenzione, continua a manovrare le redini del clan attraverso il suo fedelissimo affiliato, Giuseppe Mignano Peppe detto “scé scé” (autore materiale dell’attentato con l’autobomba), il quale tenne il controllo del quartiere fino alla sua uccisione, avvenuta il 26 ottobre 2002 nei pressi del quartiere “Lotto 0”.  La morte di Mignano, voluta dai fratelli Sarno ed ottenuta dal boss di Cercola Gianfranco Ponticelli.

Negli anni 2000, grazie alla frequentazione di Teresa De Luca Bossa, il clan di De Luca Bossa si unisce a uno dei boss di Pianura, Giuseppe Marfella. Le forze combinate dei due clan si attivano nel combattere il clan Lago per il predominio del quartiere flegreo.

Nel 2010, L’arresto di Teresa De Luca Bossa, mette un freno all’espansione del clan.  Ne conseguono l’arresto del compagno, Christian Marfella e un agguato a sua figlia Anna nel 2014, considerata la reggente del clan De Luca Bossa. Tra il 2016 e inizio 2017, Anna e Umberto De Luca Bossa, vengono arrestati.

La donna boss del clan: “lady camorra” alias Teresa De Luca Bossa

Teresa De Luca Bossa, chiamata dai suoi fedelissimi Donna Teresa è la sorella di Antonio De Luca Bossa, madre di Anna. Quando il fratello finisce in manette è lei ad assumere il controllo del clan e lo fa da vero capo, nel rispetto delle regole della “vecchia camorra”, alternando violenza e diplomazia.

Dopo l’arresto, venne accusata di associazione a delinquere di stampo mafioso in quanto, si legge negli atti, membro del cartello Alleanza di Secondigliano.

Tale accusa la condanna a 8 anni di reclusione, alcuni dei quali passati in regime di carcere duro. Una pena severa che però non scalfisce minimamente la sua fede nel sistema e che non le ha impedito, tornata in libertà, di riprendere il suo posto al vertice del clan. Scarcerata dopo il primo arresto, il 13 novembre del 2009, Teresa, fece ritorno nella sua roccaforte in via Cleopatra, accolta in pompa magna dai residenti del quartiere. Dopo 49 giorni, venne nuovamente arrestata: i rampolli del suo clan si erano presentati al cospetto di un imprenditore edile, imponendogli un’estorsione di 3.000 euro, la causale del pizzo era “Un regalo per donna Teresa”.

Oggi, Teresa De Luca Bossa è la prima donna detenuta in regime di 41 bis.

FONTE:https://www.occhionotizie.it/camorra-campania-clan-de-luca-bossa/

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