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LA BANDA DELLA MAGLIANA – LA REALTA’ CHE HA ISPIRATO IL ROMANZO CRIMINALE

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LA BANDA DELLA MAGLIANA

LA BANDA DELLA MAGLIANA – LA REALTA’ CHE HA ISPIRATO IL ROMANZO CRIMINALE

LA BANDA DELLA MAGLIANA NELLA REALTA’

ROMANZO CRIMINALENELLA SERIE

La Banda della Magliana era un’organizzazione criminale italiana di stampo mafioso operante a Roma. Il nome, attribuito dalla stampa dell’epoca, deriva dall’omonimo quartiere romano nel quale risiedevano alcuni dei fondatori. È considerata la più potente e violenta organizzazione criminale che abbia mai operato a Roma.

Nata nella seconda metà degli anni settanta, fu la prima organizzazione criminale romana a unificare in senso operativo la frastagliata realtà della malavita locale, costituita fino ad allora da piccoli gruppi di criminali dediti a crimini specifici, dette “batterie” o “paranze”, imponendo ai propri membri un vincolo di esclusività che vietava potessero dedicarsi a imprese criminali che non fossero concordate con gli altri e di reciprocità dividendo i proventi dei crimini in parti uguali anche fra i membri che non partecipavano.

Le attività criminali andavano dai sequestri di persona, al controllo del gioco d’azzardo e delle scommesse ippiche, dalle rapine al traffico di droga; col tempo la banda estese la propria rete di contatti alle principali organizzazioni criminali italiane, da Cosa nostra alla camorra, nonché a esponenti della massoneria in Italia, oltre a numerose collaborazioni con elementi della destra eversiva, della finanza.

La storia dell’organizzazione, fatta anche di legami mai del tutto chiariti con politica e apparati istituzionali statali, la vide coinvolta in alcune vicende quali l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli, il caso Moro, i depistaggi nella strage di Bologna, i rapporti con l’organizzazione Gladio e con l’omicidio del banchiere Roberto Calvi, fino alla sparizione di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori e all’attentato a Giovanni Paolo II.

I CAPI;

Franco Giuseppucci (IL LIBANESE IN ROMANZO CRIMINALE)

Enrico De Pedis  ( IL DANDI IN ROMANZO CRIMINALE)
Maurizio Abbatino ( IL FREDDO IN ROMANZO CRIMINALE)
Danilo Abbruciati
Raffaele Pernasetti
Marcello Colafigli (ER BUFALO IN ROMANZO CRIMINALE)
Edoardo Toscano
Nicolino Selis

ER BUFALO ER BUFALO –

L’INIZIO

Giuseppucci, una volta scarcerato, riprese la sua attività di “custode” per conto terzi, ma subì il furto del suo maggiolino Volkswagen, a bordo del quale si trovava una borsa piena di armi appartenente a Enrico De Pedis (detto Renatino, un passato da scippatore per poi passare, molto presto, alle rapine a capo di una batteria di malavitosi dell’Alberone). Giuseppucci, a seguito di alcune ricerche, venne a sapere che le armi erano entrate in possesso di Emilio Castelletti, un rapinatore che all’epoca operava in una batteria che aveva come punto di ritrovo un bar sito in via Gabriello Chiabrera, nel quartiere San Paolo, e capeggiata da Maurizio Abbatino (detto Crispino per i suoi capelli ricci e noto per il sangue freddo nelle rapine e per l’abilità come pilota di auto), e fu a questi che Giuseppucci si rivolse per reclamarne la restituzione.

Dall’incontro tra Giuseppucci, Abbatino e De Pedis nacque l’idea di abbandonare definitivamente sia il ruolo marginale al quale erano stati relegati in passato, che le divisioni di quartiere, allo scopo di unire le sorti e appropriarsi delle attività criminali capitoline. Quella che in un primo tempo nacque come una semplice “batteria”, una volta presa coscienza della propria forza, si trasformò molto velocemente in una vera e propria “banda” per il controllo dei traffici illeciti romani che, da li’ a poco, verrà conosciuta come Banda della Magliana.

Ognuno dei tre portò nella nuova banda, oltre che la propria esperienza nel crimine, le proprie conoscenze, nonché le armi da utilizzare nelle azioni, oltre a tutta una serie di fidati sodali e compagni di vecchie batterie che andarono così a formare le varie anime della Banda. Nei testaccini di Giuseppucci e De Pedis, batteria che si muoveva tra i quartieri di Trastevere e Testaccio, per esempio, operavano l’amico di sempre Raffaele Pernasetti detto er PallettaEttore Maragnoli e Danilo Abbruciati, mentre tramite Maurizio Abbatino, che invece faceva capo proprio alla zona della Magliana, arrivarono nel gruppo Giovanni PiconiRenzo DanesiEnzo MastropietroEmilio Castelletti e in seguito anche Marcello ColafigliGiorgio Paradisi e Claudio Sicilia.

Il boss della Nuova Camorra Organizzata Raffaele Cutolo, con il quale Nicolino Selis mantenne i contatti per la fornitura di droga alla banda

A questi due gruppi se ne aggiunse poi un terzo, quello proveniente dalla zona di Ostia e Acilia capeggiato da Nicolino Selis, detto il Sardo, che già da qualche anno aveva subito varie detenzioni ed era già una figura di spicco nel panorama criminale della zona Sud della Capitale, vantando numerosi contatti con elementi di spicco della malavita organizzata e una stretta amicizia con il boss campano Raffaele Cutolo, fondatore della Nuova Camorra Organizzataconosciuto durante la detenzione in carcere. Proprio tra le sbarre di Regina Coeli, dov’era recluso per tentato omicidio e furto nel 1975, assieme a un altro detenuto comune, Antonio Mancini (detto Accattone), Selis pensò di mettere in pratica per Roma lo stesso tipo di operazione che Cutolo stava realizzando a Napoli con la NCO. Un grande progetto criminale, un’organizzazione malavitosa ben strutturata per la gestione dello spaccio delle sostanze stupefacenti, con lo scopo ulteriore di escludere dal territorio infiltrazioni di altre bande di diversa provenienza e gettare così, dall’interno dell’istituto carcerario, le basi della trasformazione organizzativa della mala romana, cosa che poi effettivamente avvenne, una volta liberi, con quel “patto” che, assieme agli altri due gruppi criminali, diede forma alla banda.

FONTE:WIKIPEDIA

 

 

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