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La Storia di Mattarella di Cosa Nostra in un nuovo Film

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Anni di ricerca e documentazione hanno portato il regista Aurelio Grimaldi a trovare, ne Il delitto Mattarella, la sua soluzione a uno degli omicidi senza colpevole della storia politica italiana.

Il delitto Mattarella: La verità di Aurelio Grimaldi

La Storia di Mattarella

Era figlio d’arte, Piersanti Mattarella. Il padre Bernando era stato un politico della Democrazia Cristiana, più volte ministro, per cui non è sorpendente che la formazione del suo secondogenito l’abbia portato a studiare in una scuola religiosa a Roma, dedicandosi poi alla formazione nell’Azione cattolica, porta d’ingresso per la DC, avvicinandosi presto alla corrente politica del riformatore Aldo Moro. Il destino tragico ha voluto che proprio un anno e mezzo dopo l’uccisione del suo leader di riferimento, Mattarella fu a sua volta ucciso, mettendo un freno alla sua opera di riforma interna alla DC locale e al suo impegno come Presidente della Regione Sicilia per porre fine alla corruzione e ai rapporti incestuosi fra politica e malaffare, con lo zampino della malavita organizzata.

La mattina del 6 gennaio 1980 usciva di casa con la sua Fiat 132 insieme alla moglie, ai due figli e alla suocera per andare a messa, come ogni giorno festivo senza i suoi agenti della scorta, visto che Mattarella li voleva a casa con i propri cari. Un sicario a viso scoperto si avvicinò e sparò a freddo molti colpi di pistola.

Le sequenza tra vita vera e filmatografia

Anni di preparazione, si diceva, per farsi un’idea sui mandanti e sull’esecutore del delitto Mattarella, ormai dimenticato da molti e dall’opinione pubblica, l’evento che portò il fratello minore Sergio, professore universitario di diritto, a entrare in politica (anche) per portare avanti gli ideali del fratello, fino all’elezione come 12° Presidente della Repubblica nel febbraio 2015. Grimaldi ritiene Piersanti Mattarella “una figura centrale della nostra storia” caduto ignobilmente nell’oblio. I giovani di oggi non sanno chi sia, al massimo intuiscono un legame col Presidente.

Non mancano i nomi e i cognomi, ne Il delitto Mattarella. Da Pio La Torre, il leader comunista con cui voleva riproporre il compromesso storico di Aldo Moro, a Michele Sindona, da Rosario Spatola a Giovanni Falcone, da Giulio Andreotti a Salvo LimaVito Ciancimino e Rosario Nicoletti. I primi colpevoli additati furono i brigatisti, ma presto parve evidente come fosse un caso particolare, la comunione d’intenti di organizzazioni e centri di potere molto diversi uno dall’altro, come sostiene Grimaldi nel film, che identifica l’esecutore nell’eversore di destra Fioravanti, mostrandocelo per una volta senza farne il nome, ricordando come la moglie di Mattarella lo riconobbe subito e in ogni situazione processuale, senza essere creduta, o quantomeno considerata.

Nel film viene mostrato come Mattarella sia sempre più isolato dal sistema di potere democristiano locale.

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Fonte Comingsoon.it

Autore Mauro Donzelli

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